7 Ottobre 2016

Diffamazione online su Facebook: tempistica per la querela

La querela relativa ad una diffamazione avvenuta online sui  “social network” (per esempio Facebook, Google+, LinkenId, Twitter, blog,  ecc.)  deve essere presentata entro il  termine di 3 (tre) mesi come previsto dall’art. 124 co. 1 c.p.. I tre mesi  decorrono dal momento in cui la persona offesa ha conoscenza piena e particolareggiata consapevolezza  delle espressioni ingiuriose immesse sul sito web. In allegato interessante sentenza del  Tribunale di Lucca che per una diffamazione su Facebook ha dovuto pronunziare immediata declaratoria di […]
12 Settembre 2016

Proposta di legge: prevenzione e repressione del bullismo e del cyberbullismo

E’ all’esame dell’Assemblea della Camera, a partire da oggi lunedì 12 settembre 2016, una proposta di legge già approvata dal Senato (AC 3139-A) volta alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di bullismo e bullismo informatico (cyberbullismo). Il provvedimento introduce, prevalentemente, una serie di misure di carattere educativo e formativo, finalizzate a favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che, generando spesso isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in […]
21 Maggio 2016

CYBERBULLISMO: REGOLE DEI GESTORI DEI SITI NEGLI USA

Il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA) negli USA sono delle norme che impongono determinati requisiti per i gestori dei siti web o servizi on-line rivolti ai minori di 13 anni di età, e per gli operatori di altri siti web o servizi online che hanno effettiva conoscenza che essi stanno raccogliendo le informazioni personali on-line da un bambino sotto i 13 anni di età. Questo video delinea le ultime cinque modifiche chiave, al fine di mettere protezioni aggiuntive in […]
12 Maggio 2016

COMPRARE ANABOLIZZANTI VIETATI, AL FINE DI INCREMENTARE LA MASSA MUSCOLARE, COSTITUISCE RICETTAZIONE

Nel caso specifico, il dato fattuale è il seguente: gli imputati, ricettando gli anabolizzanti, hanno incrementato il proprio patrimonio di beni che, non avrebbero potuto acquistare nel mercato legale o lo avrebbero potuto solo a condizioni diverse. Solo per effetto del suddetto acquisto (illegale) hanno potuto soddisfare quel loro bisogno “edonistico” di incrementare la massa muscolare, bisogno che, ove fossero ricorsi al “circuito” legale, di certo non avrebbero potuto conseguire o, comunque, lo avrebbero conseguito in misura diversa, in quanto, […]
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